inAgroCalventiano aderisce alla Rete Europea dei Siti Cluniacensi
La Basilica su Federation des Sites Clunisiens
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La Basilica di Santa Maria in Calvenzano inserita nella Strada delle Abbazie _
La Strada delle Abbazie

S. Messe in Basilica: Sabato ore 18.00 Domenica ore 9.00, 11.00 e 18.00. Mezz'ora prima delle celebrazioni la visita alla Basilica è sospesa.

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Dal 25 al 28 settembre l'Associazione culturale "In agro Calventiano",collegata alla parrocchia di Santa Maria in Calvenzano, ha partecipato alle manifestazioni per i primi venti anni della Federazione Europea dei siti cluniacensi; la realtà associativa con sede proprio nella città della grande abbazia borgognona, che riunisce fra 176 siti cluniacensi europei, anche Vizzolo. È noto infatti che l'attuale parrocchia non nasce come chiesa secolare - come parrocchiale già in epoca antica - ma come monastero. A Calvenzano, più o meno attorno al 1095, fu fatto un lascito, una donazione di terreni e di una chiesa preesistente (quella sì secolare, probabilmente), che permise ai "monaci neri" dell'ordine cluniacense di installarsi nella chiesa e di abbellirla ingrandendola con la basilica che oggi vediamo. Questa è la ragione per cui l'associazione culturale "In agro Calventiano", in sinergia con la parrocchia e il comune, sente che il posto "giusto" in cui stare, la dimensione corretta di Calvenzano non è un semplice localismo, ma la collocazione europea. Più di mille anni fa l'ordine di Cluny, riformando e rilanciando la "Regola" monastica di San Benedetto da Norcia, avviò una grande rivoluzione di spiritualità, pace e arte, proiettando lo stile romanico ai suoi vertici. E rispetto ad altre "rivoluzioni" ideate dagli amici francesi, ci sia consentito di dirlo ad ascia di guerra ormai sepolta, questa di Cluny ci piace decisamente di più...

D'altronde, come ha annotato in occasione del ventennale il direttore della Rete dei siti cluniacensi Cristophe Voros, "la pace è forse l'unica cosa che funziona oggi in Europa, il resto è fragile". Per questa e altre ragioni siamo andati ancora a Cluny dopo esserci stati già nel 2008 e 2010. I primi venti anni del "Réseau Clunisien en Europe" hanno visto la presenza di una sessantina circa di località fondate o trasformate dall'insediamento dei monaci. Giovedì 25 e venerdì 26 è stato organizzato un grande "Salone del turismo cluniacense", la prima esperienza di questo tipo alla quale hanno partecipato, oltre ai francesi, gli italiani di Carpignano Sesia, Ghemme, Castelletto Cervo e Vizzolo; gli svizzeri di Romainmotier e altre località; gli spagnoli di Palencia e altri siti; gli inglesi di Lewes e altri siti; i polacchi della grande abbazia di Tyniec, i tedeschi di Hirsau-Calw, Alpirsbach e altri siti. Estremamente interessanti, dal punto di vista storico e artistico, le esperienze di Tinyec e Calw [pron. Càlf]-Hirsau. Un nome, quest'ultimo,  che potrebbe derivare dalla stessa etimologia di "Calventianum" [ luogo senza bosco ], esportata dai romani nella colonizzazione del Baden-Wurttemberg. La Federazione, in occasione dei venti anni, ha rinnovato i suoi vertici. Al posto del presidente Michel Gaudard, svizzero di Romainmotier, subentra Armand Genoux del sito Prieuré Saint-Mayeul di Cluny; nel consiglio direttivo, rinnovato nel contesto di tre densi giorni di conferenze e workshop, entrano membri di provenienza spagnola, tedesca e polacca.

Emanuele Dolcini

 
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