inAgroCalventiano aderisce alla Rete Europea dei Siti Cluniacensi
La Basilica su Federation des Sites Clunisiens
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La Basilica di Santa Maria in Calvenzano inserita nella Strada delle Abbazie _
La Strada delle Abbazie

S. Messe in Basilica: Sabato ore 18.00 Domenica ore 9.00, 11.00 e 18.00. Mezz'ora prima delle celebrazioni la visita alla Basilica è sospesa.

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Torchio_e_pila
La mostra è un viaggio nel mondo dell'alimentazione e cucina medievale per ritrovare cibi e gesti lontani. L'esposizione invita alla conoscenza della produzione, lavorazione e consumazione del cibo nel medioevo: coltivazione, allevamento e caccia, banchetti dei principi e tavola dei semplici. Durante l'esposizione sono attivi laboratori e attività curiose per tutti, soprattutto per i più piccoli. Si possono inoltre degustare e assaggiare cibi preparati secondo ricette medievali. Ulteriori informazioni sul sito internet dedicato.

 

 Una "bannière brodée" anche per il sito cluniacense di Santa Maria in Calvenzano a Vizzolo Predabissi. Perchè no? L'iniziativa è stata lanciata domenica 28 giugno scorso, nel contesto della Festa-sagra di via Garibaldi, e dopo l'estate vedremo se andrà in porto, anzi in stendardo. Sostanzialmente si tratta di realizzare uno stendardo ("bannière" significa proprio questo) ricamato a mano ("brodée") con la tecnica del punto croce e poi di assemblare l'intero lavoro in una "insegna", una sorta di gonfalone, composto da quaranta quadri distinti. I quadri sono disposti su file di 4 x 10 e risultano tutti collegati a simbologie medievali o locali, connesse con l'universo di Cluny e del mondo monastico ad esso collegato. Realizzare una "bannière" da quaranta soggetti non è affatto una cosa semplice, e non la può certamente cucire una ricamatrice sola.
A Vizzolo, in occasione della festa del 28 giugno scorso, è stata accettata l'adesione volontaria di 35 donne vizzolesi che si sono fatte avanti per... essere della causa. La prima "bannière" contemporanea, o neomedievale se vogliamo, è stata assemblata nel 2010 in occasione della grande festa per il primo millennio dello fondazione dell'abbazia di Cluny, nel 909 d.C.. L'idea era stata di Marie Jeanne Lambert, soprintendente ai beni architettonici della regione francese del Jura. In Italia, una "bannière" l'hanno due siti piemontesi aderenti alla FESC, Federazione europea dei siti cluniacensi: Carpignano Sesia e Ghemme, tutti due in provincia di Novara. Tutti i soggetti scelti per l'"arazzo" moderno devono ripetere la forma seriale della rosace, cioè del fiore cluniacense a dieci petali che figura anche sulla facciata della nostra chiesa di Santa Maria in Calvenzano. I due simboli-base della bannière, che aprono e chiudono le dieci fila di quattro emblemi, sono le "rosaces" universali dell'ordine di Cluny: quella col simbolo apostolico dei Santi Protettori Pietro e Paolo e quella con  l'iride dei colori corrispondenti alle dieci "province" del mondo cluniacense medievale, e alle dieci strade che portano o partono da Cluny. Per gli altri 36 simboli... spazio alla fantasia! Anche a Vizzolo.
(e.d.)

Progetto_Bannire_Brode

 

Torna il Salone europeo del turismo cluniacense, da venerdi 16 ottobre a domenica 18 ottobre 2015 presso la località di Moissac, nel Dipartimento Tarne et Garonne, regione Midi-Pyréneés, Francia. L'iniziativa, collegata alla Rete dei Siti cluniacensi riconosciuta come "Grande itinerario culturale" dal Consiglio d'Europa, intende presentare gli aspetti storici, artistici e turistici più rilevanti di quella "città" cluniacense che popola ancora oggi l'Europa con le tracce di ben 1400 siti (isolati come il nostro, Calvenzano di Vizzolo, o all'interno di contesti urbani più ampi) che nel cuore dell'epoca medievale si raggrupparono attorno all'ordine monastico di Cluny in Borgogna.

Europa_cluniacense

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

       I siti e le località, nell' Europa attuale, toccano come detto la cifra potenziale di 1400; di fatto aderenti alla FESC, Federazione europea dei siti cluniacensi, raggiungono la rispettabile cifra di 180. A Moissac, a nord-ovest di Tolosa, il secondo Salone del turismo cluniacense dopo quello del 2014 a Cluny, avrà un giorno riservato agli operatori professionali del turismo, venerdi 16 ottobre; e uno aperto al pubblico, sabato 17. E' allo studio la partecipazione di una delegazione e rappresentanza dei siti cluniacensi italiani. Per ulteriori informazioni sull'evento MOISSAC 2015,

www.clunypedia.com;

 http://www.ladepeche.fr/article/2015/07/24/2149054-un-salon-du-tourisme-taille-pour-moissac.html

In Italia, hanno aderito all'Itinerario culturale cluniacense europeo 13 siti, tutti fra Lombardia e Piemonte, come sotto indicato:

Lombardia_cluniacense

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     Un aspetto interessante del mondo cluniacense italiano (nel senso di attualmente tale), è che esso appare ben polarizzato attorno a cinque centri di irradiazione ben distinti, ciascuno con le sue dinamiche e le sue forze propulsive autonome. Ciò pur collocandosi ciascun momento della presenza di Cluny nella "Langobardia", l'ambito piemontese-lombardo-ligure-emiliano, all'interno di un'epoca unitaria, il Medioevo centrale (sec.X-XIII) e di un'idea fondante quale la libertas cluniacense: quel particolare modo di stare nella Chiesa universale, ma con spiccatissime caratteristiche proprie, al cui proposito è esemplare la biografia di San Maiolo di Valensole, che invitiamo a leggere:

http://www.santiebeati.it/dettaglio/52875

In breve, la geografia cluniacense italiana oggi riconoscibile si accentra attorno alle seguenti "microregioni":

1) Una serie di priorati e deduzioni del Piemonte Orientale (Castelletto Cervo, Ghemme, Carpignano Sesia), sono in forte rapporto con i poteri nobiliari locali quali la feudalità di Pombia presso Novara;

2) Un secondo gruppo nella Bassa Lombardia (Vizzolo Predabissi, San Marco in Laus, oggi Lodi Vecchio, San Maiolo, San Pietro in Ciel d'Oro e San Gervaso e Protasio a Pavia), si colloca nell'azione dei poteri vescovili o feudali di tre città fortissime per identità nel mondo comunale: Pavia, Lodi e Milano;

3) Un'abbazia, il complesso monastico del Polirone a San Benedetto Po, ha origini strettamente legate all'azione di Matilde di Canossa/Toscana (1046-1115), e alla sua influenza politico-spirituale;

4) i centri cluniacensi di Pontida, Capo di Ponte, Arlate-Calco e Cazzago San Martino si collegano alla potente presenza delle abbazie di San Giacomo in Pontida e San Paolo d'Argon a Bergamo, centri di irradiazione del cluniacesimo nella Lombardia orientale;

5) Cosio Valtellino, Provaglio d'Iseo e Rodengo Saiano nascono alla luce di vicende feudali locali e individuano in parte un "polo della Franciacorta" come caposaldo della ecclesia cluniacense in Italia.

 

 

  Calvenzano_notturno_estivo

La basilica di Santa Maria in Calvenzano a Vizzolo Predabissi (Mi), attuale parrocchia, è stata costruita nel Medio Evo, fra la conclusione dell'XI secolo e la prima meta' del XII, dai monaci di Cluny. Ma, ciò che noi vediamo, copre altre due chiese che sono state costruite prima. In questo luogo esisteva dall'epoca tardo antica una piccola cappella detta “cella memoriae”, che ricordava il luogo della morte o la tomba di un martire: è stata scoperta nel corso degli scavi effettuati dal 1994 al 1996, ed è datata, secondo gli studiosi, al IV secolo. E’ stata ritrovata una piccola chiesa che era orientata a ovest, e non a est, come tutte le chiese a partire dal VI secolo, e come era già in uso nella Chiesa d’Oriente.

Nel corso del IX secolo, sulla precedente “cella memoriae”, è stata costruita una chiesa leggermente piu' grande, ma con l’abside a est. Questa, che è stata dedicata a Santa Maria, apparteneva, con i territori circostanti, a dei vassalli dell’Arcivescovo di Milano; è stato ritrovato il documento che attesta la donazione della Chiesa di Santa Maria all’Abbazia di Cluny. I monaci arrivano e decidono di costruire una chiesa per la loro comunità, composta da pochi individui di sesso maschile.

Calvenzano_Abside_semplice

  

 
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