quem mox in agro Calventiano, ubi in custodia habebatur, misere fecit occidi - lo fece infelicemente uccidere nel territorio di Calvenzano, dove era in prigionia

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Ogni inizio novembre celebriamo la Commemorazione dei Defunti. Frequentiamo i Cimiteri, pregheremo magari per i nostri morti... Tutto questo senza sapere, magari, che chi ha istituito questa Festa Liturgica sono i monaci cluniacensi, quelli che hanno fondato anche la nostra Basilica. D’altra parte l’intercessione per i defunti si trova all’origine della storia dei monaci di Cluny, la percorre e le dà sostanza.   La fondazione di Cluny, infatti, è avvenuta proprio perché Guglielmo, conte di Mâcon e Duca d’Aquitania, facendo dono dei suoi beni ai monaci, richiedeva loro una costante preghiera “per la salvezza delle anime nostre e dei corpi”; e così i cluniacensi sono statiistituiti perché pregassero perpetuamente per le anime dei benefattori e dei loro famigliari.

Odilon

Esisteva già a quel tempo la consuetudine di celebrare suffragi per il defunto nell’anniversario della sua morte, ma la grande novità che porta l’abate Odilone nel 998, quella che egli chiama “la sua invenzione”, consiste nell’aver attribuito alla ricorrenza dei morti un posto fisso nell’anno liturgico, il giorno dopo la festa di Ognissanti. Già i primi cristiani celebravano feste in onore dei Santi; vi è testimonianza della Festa del 13 maggio, giunta a Roma nel 609, quando papa Bonifacio IV dedicò il Pantheon di Roma alla Vergine Maria e a tutti i martiri. Nel tentativo di far perdere significato ai riti legati alla festa celtica di Samhain, in cui magicamente gli antenati uscivano dalle loro tombe e si mescolavano con i viventi, nell'anno 835 Papa Gregorio Magno spostò la festa di Ognissanti dal 13 maggio al primo novembre.

La Festa di Ognissanti si celebrava dunque il 1° novembre, e, sempre nel IX secolo era stato istituito un Officio dei Morti, in quanto “molti sono usciti da questo mondo senza essere ancora ammessi nella compagnia dei santi”.

La festa dei morti, a Cluny, a partire dal 998, si apre in modo molto solenne la sera del 1° novembre, con la recita dei salmi, il suono delle campane e l’accensione di molte candele e prosegue per tutto il giorno dopo, mentre i sacerdoti celebrano messe private per il riposo dei morti. Ma il fatto che un migliaio di monasteri benedettini dipendessero da Cluny favorì l'ampio diffondersi della commemorazione in molte parti dell'Europa settentrionale. Fu nel 1474 che Papa Sisto IV rese obbligatoria la solennità in tutta la Chiesa d’Occidente.  Un aspetto delle celebrazioni cluniacensi del 2 novembre che mi sembra importante da sottolineare, a conclusione, è che durante le celebrazioni “venivano nutriti dodici poveri”: la preghiera per i morti non era disgiunta dall’attenzione verso i vivi che erano nel bisogno e questo potrebbe essere per noi un serio motivo di riflessione.

Maria Teresa Sapienza

Bibliografia

“I monaci di Cluny”, Glauco Maria Cantarella, Einaudi

Sitografia

http://www.storialibera.it/epoca_medioevale/X_XI_secolo/gregorio_VII/articolo.php?id=2252

http://www.rm.unina.it/repertorio/sereno_cluny.html

 

 

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