quem mox in agro Calventiano, ubi in custodia habebatur, misere fecit occidi - lo fece infelicemente uccidere nel territorio di Calvenzano, dove era in prigionia

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Nel portale di Santa Maria in Calvenzano c'é un'allusione all'esecuzione a morte, avvenuta proprio a Vizzolo, del filosofo e uomo politico Anicio Manlio Severino Boezio (480-524 d.C.), processato e ucciso per sospetto tradimento dal re ostrogoto Teodorico (454-526 d.C.), dopo la fine dell'Impero romano in Occidente?

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Calvenzano, Vizzolo Predabissi: epigrafe murata il 23 ottobre 1947 sul contrafforte N della chiesa, a memoria del presunto martirio in sito del filosofo e uomo politico A.M.Severino Boezio

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Villareggio

 

 

Villareggio, frazione di Zeccone (Pv), l'antichissima zona absidale della Pieve di San Giovanni Battista e inserti ornamentali di materiali in pietra, di probabile origine romana, nella muratura esterna di cascina Rosa. Secondo la scuola storica pavese attuale (Fabio Troncarelli e altri), Severino Boezio potrebbe avere affrontato il martirio qui. Nella "Villa Regis" di un re barbaro. Teodorico, forse.

Diversi l'hanno creduto (1), e se così fosse Vizzolo e la sua zona avrebbero nella loro storia un personaggio che probabilmente offusca tutti gli altri. Il "De consolatione philosophiae", la massima opera di Boezio e uno dei non sovrabbondanti frutti del pensiero occidentale nella prima metà del Medioevo, sarebbe stato composto 1500 anni fa nel monastero di Calvenzano. O nella chiesa primitiva. O in qualunque altra cosa esistesse, aspettando la propria condanna a morte.
Tale pista interpretativa muove (oltre che dai testi) da simbologie vere o presunte. L'ottava e la nona figura da destra, nel portale di ingresso alla basilica, effigiano rispettivamente "La strage degli innocenti", episodio riferito dai Vangeli dell' Infanzia, e "La morte di Erode il Grande" (ca. 4 a.C.), un episodio circostanziato dal testo di Giuseppe Flavio "Antichità Giudaiche" (2) e per nulla dai Vangeli canonicamente accettati. Le "Antichità Giudaiche" non dicono che Erode il Grande si suicidò, ma che morì per una sorta di ictus che lo prese mentre faceva un bagno curativo in una conca d'olio. Qualcuno ha voluto vedere nella tragica e dolorissima morte dell'autore della "Strage degli innocenti" la "figura" (in termini storico-biblici) della "Strage dell'innocente": Anicio Manlio Severino Boezio, l'"ultimo dei romani", l'unico che avrebbe potuto avviare, 250 anni prima di Carlomagno, la fusione fra latinità e germanesimo. Si è argomentato che sul portale di Calvenzano in effetti di bimbo ucciso se ne vede uno solo (uno come il martire Boezio, della cui esecuzione non collettiva siamo certi); che sia Teodorico che Erode sono morti pochissimo tempo dopo l'iniqua persecuzione di Gesù Cristo e Boezio; e infine che uno dei testi che più ci dicono sulla dominazione ostrogota d'Italia , nel poco che si ha, il cosiddetto "Anonimo Valesiano" o "Excerpta Valesiana", fa morire Teodorico dopo tre giorni di fluxus ventris, situazione che ben chiama di starsene calati in una tinozza. Come la botte che si vede a Calvenzano.
La questione, da un punto di vista filologico, documentario e repertistico, sembra onestamente pendere dalla parte "pavese"(3). Cioè spostare l'esecuzione di Boezio ugualmente in un luogo chiamato "Calvenzano", ma in prossimità di Pavia. E ce ne sono almeno due anche lì. Il dato di fatto é che le reliquie di San Severino Boezio (sarebbe meglio dire: le reliquie "ritenute di San Severino Boezio") si trovano a Pavia, nella chiesa romanica molto rimaneggiata di San Pietro in Ciel D'Oro, dove si trova anche l'arca gotica con le spoglie di Agostino di Ippona. Per ipotizzare un'esecuzione di Boezio in territorio decisamente diocesano milanese, nel 524 d.C., occorre introdurre una successiva "traslazione reliquiale", avvenuta nel Medioevo centrale, che abbia in un certo senso cancellato la memoria di Boezio martire milanese facendone un santo della diocesi di Pavia. A Pavia non c'è una reliquia di Boezio, ma l'intero "Corpo Santo". Vero é che le reliquie dell'autore del "De Consolatione philosophiae" sembrano effettivamente "apparire", spuntare da un lungo obliò, anche nel mondo pavese, e le più recenti interpretazioni ritengono non plausibile la tradizione che vorrebbe sia stato il re longobardo Liutprando (712-744 d.C.) ad averle scoperte "solo" dopo duecento anni di dispersione. Se Boezio è morto a Pavia, o vicino, per almeno cinque secoli anche i pavesi si erano dimenticati dove (4). Ma è pensabile che questo "dove" significhi Milano o zona ambrosiana, considerando anche l'orgogliosa autonomia di Pavia, capitale longobarda e carolingia, rispetto a Milano ?  Un elemento che potrebbe ancora oggi spostare verso il partito "milanese" la questione sarebbe il rinvenimento, in qualche codice o regesto medievale del nome ager calventianus (così come l'Anonimo Valesiano indica il luogo del martirio di Boezio) riferito al "nostro" Calvenzano,quello di Vizzolo.

Ma questa dizione, per ora, non si è trovata.

Emanuele Dolcini


NOTE
1) Cfr. Luigi Biraghi, Severino Boezio filosofo teologo e martire in Calvenzano Milanese,
   ediz. Ambrosiana 1865; sac.Ildefonso Schuster in "L'Italia", ottobre 1947.
2) Cfr. Studio Architetti Sala, Il portale di S.Maria Assunta [sic] a Calvenzano,
1996.
3) Come "confutazione" del Boezio milanese é ancora oggi valido il vivace opuscoletto
di sac.Faustino Gianani, In Agro Calventiano, Melegnano 1961
4) Cfr. i recenti e brillanti studi di Fabio Troncarelli, Il sepolcro di Severino
Boezio, riportati anche nel sito www.paviaedintorni.it. Troncarelli ritiene che il
Calvenzano pavese sede dell'esecuzione sia da identificarsi con la località "Cravenza
di Villareggio", circa 10 km a nord-est di Pavia, e che il ritrovamento delle reliquie
non possa in alcun modo essere anteriore all'XI secolo

 

 

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