quem mox in agro Calventiano, ubi in custodia habebatur, misere fecit occidi - lo fece infelicemente uccidere nel territorio di Calvenzano, dove era in prigionia

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Sotto la scena principale si trova una sequenza di dodici personaggi, di cui dieci tengono in mano dei cartigli (grosse pergamene scritte che potrebbero riportare ad un’usanza medievale. In occasione di feste religiose venivano rappresentati sulle piazze, davanti alle Chiese, i “Misteri”, cioè sacre rappresentazioni, precedute da una sfilata di Profeti che tenevano in mano cartelli con frasi riferite a sè stessi, attinenti alla scena che poi si sarebbe rappresentata)

I personaggi rappresentati sono profeti e figure importanti dell’Antico Testamento; possiamo tentare di identificarli leggendo le frasi scritte sui cartigli o nell’unico caso in cui non ci sia interpretando alcune sue caratteristiche. La frase sul cartiglio è scritta in latino, ma verrà riportata tradotta in Italiano:

da sinistra:

  • Il profeta Isaia. “Ecco il signore Dio mi assiste: chi mi dichiarerà colpevole?” (Is. 50,9)

Sembra che la scritta segua lo slancio del suo braccio, come per indicare la scena raffigurata sopra.

  • Il profeta Aggeo. “Sì, risposero i sacerdoti, sono immonde! Ora riprese Aggeo: Tale è questo popolo, tale è questa nazione davanti a me” (Ag. 2,14)

Per capire queste parole è necessario riprendere la vicenda narrata nel libro del profeta Aggeo: il Signore degli eserciti chiede al profeta di interrogare i Sacerdoti e richiedere loro se uno che è contaminato per il contatto con un cadavere, rende immonde tutte le cose che tocca, come pane, vino, olio, o altro. La risposta dei Sacerdoti è quella che viene riportata nel cartiglio.

Lo sguardo della figura affrescata sembra guardare verso il basso.

  • Il profeta Zaccaria. “Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso” (Zc. ),9).

Lo sguardo del profeta è rivolto a Gesù.

  • Il Profeta Geremia. “Migliorate la vostra condotta e le vostre azioni. E io abiterò con voi in questo luogo” (Ger. 7,3).

Il luogo di cui si parla è il tempio di Gerusalemme; probabilmente i monaci l’hanno attualizzato riferendolo alla Basilica.

Il profeta Geremia porta un copricapo sacerdotale e sembra guardare verso l’assemblea riunita in Chiesa.

  • Il quinto personaggio. Di questa figura ci rimane ben poco che possa farcelo identificare. La distruzione di questa parte di affresco è dovuta all’applicazione della cornice in marmo che ornava il quadro dell’Assunta ( fare un riferimento?)
  • Il profeta Daniele. “Ora tu, Daniele, chiudi queste parole e sigilla questo libro, fino al tempo della fine” (Dn. 12,4)
  • Il profeta Ezechiele. “Ecco io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura, come un pastore passa in rassegna il suo gregge” (Ez. 34,11-12).

Daniele ed Ezechiele sono i personaggi centrali , posti l’uno di fronte all’altro.

  • L’ottavo personaggio. Anche di questo, sempre a causa della cornice, rimane ben poco che permetta di identificarlo.
  • Il profeta Abdia. “Come hai fatto tu, così a te sarà fatto, ciò che hai fatto agli altri ricadrà sul tuo capo” (Abdia 1,15); queste parole richiamano quelle di Gesù “Con la misura con la quale misurate, sarete misurati” (Mt 7,2): forse proprio per questo lo sguardo di Abdia è rivolto al Cristo Giudice che sta nell’affresco, sopra di lui.

Come il quarto profeta, Abdia che è il quart’ultimo porta un copricapo, ma i questo caso è un copricapo penitenziale.

  • Il profeta Michea. “Guai a coloro che meditano l’iniquità e tramano il male sui loro giacigli; alla luce dell’alba lo compiono” (Mi 2,1)
  • Mosè, il protagonista dell’Esodo. In questo caso la citazione sul cartiglio è scritta dall’alto in basso, non seguendo il movimento della pergamena, e chi ha scelto la frase non si è riferito a un passo preciso, ma probabilmente si è ispirato a più testi, riassunti così: “Non adorerai altri dei. Io sono il Signore …di tutti…”.

 

 

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