quem mox in agro Calventiano, ubi in custodia habebatur, misere fecit occidi - lo fece infelicemente uccidere nel territorio di Calvenzano, dove era in prigionia

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La comunità di Vizzolo Predabissi si è ritrovata giovedì 30 aprile 2015 per pronunciare un nuovo grande "grazie!". E' quello a don Carlo Grammatica (1928-2015), primo parroco di Vizzolo, scomparso pochi giorni fa all'età di 86 anni. Erano in cinquecento fra le colonne della basilica a salutarlo in mezzo a tutti i semi di umanità da lui coltivati: sacerdoti, famiglie, associazioni, espressioni le più varie di ciò che si chiama "impegno". Con loro, idealmente, il cardinale arcivescovo di Milano Angelo Scola, che ha fatto avere alla comunità un messaggio nel quale si unisce al cordoglio per un sacerdote che ha speso ben sessanta anni, dall'ordinazione sacerdotale avvenuta nel 1954, al servizio della Chiesa ambrosiana. Per i vizzolesi don Carlo Grammatica significa nascita della parrocchia. Fu lui, nel 1965, ad essere letteralmente "acclamato" primo parroco allorché finì quel legame di Vizzolo con Melegnano (Vizzolo non aveva il sacerdote residente) instaurato sotto remoti cieli medievali. Dobbiamo risalire addirittura al 1442 per trovare l'origine dell'accorpamento ecclesiastico dei due comuni. Don Carlo significa intuizione delle potenzialità storiche e artistiche della basilica di Calvenzano. Quando nel 1965 e fino al 1986, per ben 21 anni, rimase in paese, la parrocchia era ancora quella di San Pietro e Paolo nella zona "storica"; ma don Grammatica avviò l'interessamento per un restauro decisivo di Calvenzano e prese i primi contatti con l'ospedale Predabissi di Vizzolo - proprietario della basilica - per vedere di riportarla al culto regolare. Don Carlo ha significato fondazione dell'Agesci, con gli scout locali; dell'Avis, delle associazioni per il sostegno ai disabili; ha convinto molte famiglie ad aprirsi all'esperienza dell'adozione o all'affido di figli non biologici. Se un funerale può dare il senso di una continuità, di una presenza che continua a ispirare, questo è stato senza alcun dubbio quello di don Carlo Grammatica a Calvenzano. Si può anche chiamarlo Spirito; presenza "diversa", di ciò che è Visibile in un altro modo. "Impetriamo tre doni da don Carlo - ha osservato il vicario episcopale monsignor Luigi Mascheroni - la pace; la missione e lo Spirito". Grazie don Carlo!

(e.d.)

 

 

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