19 Luglio 2014

Sempre attento a non interferire, con la preoccupazione di non disturbare. Ciò non significa che soffrisse della sindrome di Fantozzi, anzi, era una persona che senza andare sopra le righe sapeva consapevolmente assumersi le responsabilità, sue e di quanti ha voluto rappresentare; infatti non è casuale che avesse svolto attività di rappresentanza sindacale nell’azienda dove ha lungamente lavorato. Così come quando gli è stato chiesto di assumersi la carica di Presidente del locale Circolo Acli non si è nascosto dietro a falsi alibi, con costanza e puntualità ha svolto il suo ruolo collaborando con le Istituzioni Locali, Pubblica Amministrazione e Caritas parrocchiale, sostenendo in particolare il Fondo Solidale per la Famiglia e con il progetto Colibrì il trasporto di Persone Fragili della Comunità locale.

Se si dovesse riassumere “con una fotografia” lo stile che lo ha contraddistinto potremmo ricavarlo da un paradosso che in questa occasione si è ineludibilmente imposto alla nostra attenzione.

La sua grande passione, la Fotografia; che lo ha portato a scattare migliaia di foto, non per se ma da condividere, come se avesse voluto salvare, conservare “l’Attimo”, perché non andasse perduto e rimanesse nella “memoria popolare”.

Questa sua grande attività di fotografare tutti gli eventi sociali e le persone che ne hanno partecipato, nel giorno in cui abbiamo cercato una sua fotografia, abbiamo faticato parecchio a trovarla. Non è mai stato al centro, ha sempre messo il Prossimo al centro!

Ecco, per quanti non lo hanno conosciuto, questo è Antonio e il suo “stile” è certamente un modo di essere che contrasta con l’imperante pseudo – cultura dell’apparire comunque, pensando così di poter essere;

anche qui senza neanche dirlo a bassa voce, come era la sua, ma lasciandoci questo segno.

Grazie amico caro, anche per questa silenziosa lezione.