quem mox in agro Calventiano, ubi in custodia habebatur, misere fecit occidi - lo fece infelicemente uccidere nel territorio di Calvenzano, dove era in prigionia

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E anche quest'anno Vizzolo e l'associazione culturale "In Agro Calventiano" non hanno mancato l'appuntamento con l'Assemblea generale europea dei siti cluniacensi, che ci ha portato a Saint-Leu D'Esserent, comune di 4700 abitanti situato sul fiume Oise, 40 km a nord di Parigi al confine tra le regioni dell'Ile-de-France e della Picardie.

Siamo partiti giovedi 22 giugno da Milano Centrale e abbiamo raggiunto la capitale francese che ci si è svelata con un volto molto insolito: quello dei grattacieli senza fine, riflessi uno nell'altro, del quartiere ipermoderno della Défense, il cervello finanziario ed economico della Ville Lumiére vicino al quale alloggiavamo.

Dopo aver visitato il giorno seguente il Musée de Cluny, il museo nazionale della storia e della civiltà medievale, ed esserci sbalorditi di fronte alla bellezza immateriale

della Sainte-Chapelle - la chiesa privata di re Luigi IX il Santo sull'Ile-de la Cité - sabato 24 abbiamo raggiunto Saint-Leu.

La nostra delegazione era composta da tre rappresentanti di "In Agro Calventiano" e uno del comune di Vizzolo Predabissi.

Mentre la banlieue sfumava sempre più nell'inconfondibile paesaggio di campagna francese, la guglia della "piccola cattedrale" di Saint-Nicolas a Saint Leu annunciava il luogo dell'assemblea. Abbiamo ritrovato amici di siti francesi, svizzeri, tedeschi, spagnoli, polacchi e italiani. La principale decisione del plenum che si è riunito nel comune nord parigino è stato il rinnovo della presidenza: il presidente uscente Armand Genoux, del sito di Cluny, è sostituito da Rèmy Rebeyrotte, attuale sindaco di Autun, nel centro della Borgogna nonchè deputato appena eletto all'Assemblea nazionale della Repubblica francese. Vicepresidente José Antonio Perrino Diez del sito di San Zoilo a Carriòn de los Condes, nella comunità regionale di Castilla Y Leòn in Spagna. Nel direttivo della Federazione europea dei siti cluniacensi e dell'Itinerario cluniacense europeo per la prima volta siede anche un italiano: Roberto Gozzi di San Benedetto Po, comune mantovano che conserva la grande e magnifica abbazia del Polirone, fondata da Matilde di Canossa nell'XI secolo.

Il raduno Fesc ha ribadito che se tutte, ma proprio tutte, le località con una traccia del passato cluniacense aderissero alla rete si arriverebbe a 1738 luoghi (attualmente fra associazioni, comuni e soggetti privati, anche persone fisiche simpatizzanti, il numero è circa 460). E' stato sottolineato come ormai la Rete dei siti cluniacensi preceda cronologicamente la maggior parte degli itinerari poi riconosciuti dalle istituzioni di Strasburgo e Bruxelles: dieci itinerari sono nati prima, sedici dopo il 2005, anno in cui la FESC è diventata "ufficiale" per l'Unione Europea.


Emanuele Dolcini

 

 

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