quem mox in agro Calventiano, ubi in custodia habebatur, misere fecit occidi - lo fece infelicemente uccidere nel territorio di Calvenzano, dove era in prigionia

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Dal 23 al 25 giugno si terrà l'Assemblea generale 2017 della FESC a Saint-Leu-d'Esserent, intorno a Parigi.

Come dicono gli organizzatori sarà l'occasione per un week end alla scoperta delle ricchezze cluniacensi della capitale

Qui potete trovare il programma http://www.sitesclunisiens.org/files/docs/saintleudesserentparis2017programme.pdf

Qui se volete iscrivervi http://www.sitesclunisiens.org/files/docs/bulletinparisdeols.pdf

 

 

Il Progetto “Bannières brodées pour Gigny, Baume, Cluny...” è cominciato nel 2009-2010 e la famiglia delle bannières si è molto ingrandita!
L'iniziativa promossa da Martine Prenot-Guinard punta a esporre insieme il maggior numero di bannières possibile. L'esposizione avrà luogo a Pontarlier (Francia) nel Dipartimento del Doubs, Regione Borgogna-Franca Contea, dal 24 al 30 ottobre 2016.
Questa sarà anche l'occasione per pubblicizzare il nostro sito, insieme a quelli piemontesi che, a loro volta, hanno “brodé” delle “bannières”.

Volete vedere la nostra “bannière brodée” di Vizzolo, senza spostarvi fino in Francia?

Sarà esposta in occasione della Festa patronale del 9 ottobre 2016!

Dal 22 al 26 giugno anche l'associazione culturale "In Agro Calventiano" ha partecipato all'Assemblea generale della Federazione Europea dei siti cluniacensi (FESC), alla quale Vizzolo Predabissi è associata da diversi anni. L'Assemblea Generale (la 22esima contando l'anno di fondazione della FESC, il 1994) ha avuto l'eccezionale profilo di un viaggio culturale attraverso l'Europa, da Vizzolo fino alla provincia di Palencia nella regione di Castilla Y Léon, nel nord ovest della Spagna.

Siamo partiti in sei (rappresentanti del comune di Vizzolo, di "In Agro Calventiano" e simpatizzanti) alle 8.45 di martedi 21 giugno dalla stazione di porta Garibaldi a Milano, ed a bordo del Tgv delle ferrovie francesi nel pomeriggio abbiamo raggiunto quello che per diversi di noi è ormai uno scenario familiare, una sorta di "n" patria - ciascuno metta il numerale che vuole... - la cittadina di Cluny in Borgogna, dipartimento di Saone-et-Loire, dominata dal campanile del transetto della colossale abbazia dei Ss.Pietro e Paolo.

Il mattino seguente, fra la nebbiolina dell'alba, ci siamo uniti a un nutrito gruppo di rappresentanti di siti cluniacensi francesi, svizzeri, inglesi e polacchi, ed abbiamo fatto rotta su due bus verso il sud ovest della Francia. Strada lunga, che ci ha ricordato i 540mila km quadrati di estensione francese, con l'attraversamento successivo dell'Alvernia, della Corrèze, della Dordogna e infine dell'Aquitania. Tappa nel sito cluniacense di Carennac in Dordogna (patria del letterato seicentesco Fènelon), che conserva uno dei pochi chiostri romanici di piena età cluniacense e un gruppo scultoreo del XVI secolo singolarmente simile al "Compianto sul Cristo morto", affettuosamente detto “I caragnon de San Peder”,  presso la chiesa dei Santi Pietro e Biagio in Melegnano. In serata arrivo a Bayonne nella regione basca francese.

Il 23  attraversamento della frontiera con i monti baschi attorno. Nel pomeriggio abbiamo raggiunto la provincia di Palencia, un bel po' più a ovest lungo la via "francès", cioè in discesa dal nord Europa, per il cammino di Santiago de Compostela. Il pomeriggio visita approfondita ad alcune chiese delle località di Fròmista

e Villalcazar de Sirga, lungo il Cammino di Santiago fra la XVI e la XVII tappa.

A Fròmista, in particolare, l'esistenza nella chiesa di San Martino di capitelli che riprendono alcuni esatti motivi di quelli di Moissac (celeberrimo sito cluniacense presso Tolosa) offre visivamente l'immagine di quella spettacolare e sorprendente "globalità dei valori" generata dalla fraternità cluniacense europea in pieno Medioevo. Spettacolare e sorprendente anche il nostro alloggio spagnolo: l'hotel San Zoilo di Carrìon de los Condes, una struttura alberghiera che ingloba una chiesa intera - e di non piccole dimensioni – con un sontuoso chiostro rinascimentale-barocco

che ci dice della copiosa presenza benedettina fra queste mura severe. Il vento e il freddo notturno della Meseta hanno accompagnato, connessi ai nostri smartphone, la notizia della "Brexit", l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea. Ed eccezionalmente, oseremmo dire costruttivamente, abbiamo avuto l'occasione di commentarla assieme a inglesi, francesi, svizzeri, polacchi e ... italiani naturalmente.


Il 24 mattina presso il teatro di Carriòn de los Condes l'assemblea generale, con approvazione del nuovo Statuto e regolamento FESC, votati dall'88 per cento dei delegati.
Il giorno successivo abbiamo ripreso la rotta verso la Francia avendo l'occasione di visitare la borgata di Sahagùn,

con le sue molte chiese e monasteri fra cui quello dei Ss.Facundo y Primitivo, che conserva le spoglie del re di Castiglia, Galizia e Lèon Alfonso VI, grande benefattore di Cluny ai tempi del massimo splendore e della costruzione dell'enorme abbaziale di Cluny III. In serata ancora un priorato di Cluny, quello di Mouchan (Lot-et-Garonne) e notte trascorsa ad Agen, sempre nel sud-ovest.


Domenica 26 rotta verso Cluny con la visita, lungo la strada, del priorato di Moirax (Lot-et Garonne), un'altra spettacolare chiesa romanica cluniacense che porta i segni di un evento ancora tangibile nel circuito medievale di queste zone: la Guerra anglo-francese dei Cento Anni (1327/1453), con le sue devastazioni irreparabili.

Tornati a Cluny abbiamo concluso lunedi 27 nel migliore dei modi: invitati nella dimora del presidente della FESC Armand Gènoux, cioè nel priorato cluniacense di San Maiolo in Cluny riadattato ad abitazione. Champagne per tutti, e alla prossima.
(e.d.)

Al priorato cluniacense dei S. S. Pietro e Paolo di Castelletto Cervo (BI), il 9 aprile viene presentato il volume "Il priorato cluniacense dei Santi Pietro e Paolo a Castelletto Cervo. Scavi e ricerche 2006-2014" a cura di Eleonora Destefanis - Firenze, Edizioni all’Insegna del Giglio 2015

 

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