quem mox in agro Calventiano, ubi in custodia habebatur, misere fecit occidi - lo fece infelicemente uccidere nel territorio di Calvenzano, dove era in prigionia

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"In Agro Calventiano": domenica 25 settembre il debutto di questo nuovo progetto di viaggi culturali ha catalizzato ben sessanta partecipanti, impegnandoci a non far mancare in futuro l'appuntamento al nostro calendario annuale. Per il primo fuori porta "cluniacense" abbiamo scelto i siti della zona del Piemonte orientale: Ghemme e Carpignano Sesia in provincia di Novara, Castelletto Cervo in quella di Biella, sotto arcidiocesi di Vercelli.
Nell'Italia settentrionale si possono individuare quattro grandi poli di fondazionimonastiche dell'ordine di Cluny attorno al 1100: l'area del Piemonte orientale (zona del Sesiano e basso novarese); il milanese-pavese-lodigiano (cioè la nostra); quella della Franciacorta fra bresciano e bergamasca, infine il territorio gravitante fra l'abbazia del Polirone di San Benedetto Po e i feudi nella zona di Canossa nel reggiano. Più isolate le fondazioni di Calco-Arlate (Lecco) e Cosio Valtellino (Sondrio).
Per la nostra prima uscita abbiamo deciso di visitare il perno novarese-biellese dell'impronta cluniacense in quella che oggi si chiama Italia, ma ai tempi in cui i monasteri sorgevano era nota come "provincia lombarda" dell'ordine di Cluny. Tutte le ex abbazie o le "cellae", dipendenze, che abbiamo potuto ammirare in questa prima gita sociale hanno una carta di identità che le data allo stesso periodo di Santa Maria in Calvenzano o poco prima: nella seconda metà dell'XI secolo, ante 1100, in quel momento estremamente fertile di donazioni ai benedettini di Cluny conosciuto come "primavera cluniacense" in Italia.
Quasi sempre si tratta, anche in Piemonte, di iniziative messe in atto dai poteri locali - famiglie come i Da Biandrate o i conti di Pombia - che vollero chiamare nei propri domìni i monaci "neri", dal colore dell'abito, per varie motivazioni.
Un messaggio molto interessante in questo senso è quello che abbiamo potuto ammirare, sempre grazie alla competenza delle guide, nella ex chiesa abbaziale di San Pietro a Carpignano Sesia.
 
 
Un affresco absidale che celebra insieme il Trionfo del Cristo giudice ma anche - attraverso alcune raffinate simbologie - l'indipendenza della Chiesa dai poteri dei vescovi-conti e dalle ingerenze dei gruppi di interesse politico di allora.
 
 
Un esempio differente di romanico novarese si ha in San Pietro, Paolo e Tommaso a Castelletto Cervo: qui è notevole l'esistenza, oltre al priorato principale, di una seconda chiesa (più piccola), "al cimitero", cioè presso il luogo di sepoltura del cenobio, che gravitava attorno alla prima.
 
 
A Ghemme invece siamo stati alla scoperta dei segreti del castello, impropriamente chiamato "receptum", nato non come dimora signorile ma come cittadella, luogo di rifugio per la popolazione in prima linea nelle contese secolari fra domìni sabaudi a ovest e Ducato di Milano ad est.
 
 
Una bellissima esperienza che ha subito attivato fra la nostra associazione e le associazioni piemontesi  proposte di collaborazione che seguono quella già posta in atto per la "bannière brodée" di Calvenzano. Una collaborazione che si estende anche a sindaci e amministratori pubblici.
e.d.
 
 

Di seguito le immagini della visita. Si ricorda che le immagini sono in formato compresso utili alla navigazione. I partecipanti all'evento possono richiedere le foto in formato adatto alla stampa scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.indicando cortesemente il numero finale dell'immagine richiesta

Sono iniziati sabato 3 settembre i lavori per la produzione dei “Quaderni della Basilica”, un’ulteriore iniziativa de inAgroCalventiano che continua così il lavoro culturale di scoperta e valorizzazione della nostra Basilica.

A partire dal materiale a disposizione (saggi, tesi di laurea, documenti…), l’intento è quello di giungere all’edizione di tanti piccoli quaderni quanti saranno i temi che il gruppo di lavoro che si è costituito riuscirà ad individuare e a recensire. Quaderni di semplice, ma fondata lettura.

Nel corso del primo incontro il gruppo si è dato intanto un programma di lavoro e il prossimo 1 ottobre alle ore 15:00, presso i locali parrocchiali, si ritroverà per il primo incontro di ricerca che ha come tema “La Cronologia”. Si tratterà di mettere a confronto tutta la datazione repertata dalla documentazione esistente per arrivare a costruire una prima cronologia composta, evidenziando eventuali lacune, discordanze o sovrapposizioni.

Certamente questo è un lavoro per appassionati di storia e del sito, ma il gruppo che si è costituito non è certo un gruppo chiuso: chiunque abbia interesse di sapere o di partecipare può inviare un’email per chiedere informazioni a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., ma può anche venire direttamente il 1 ottobre p.v.

Che la ricerca sia il più possibile… partecipata!

Sabato 28 maggio alle ore 16:30 la manifestazione per la presentazione della nostra "bannière brodée"!

Dopo un inverno di lavoro le ricamatrici reclutate hanno prodotto il nostro capolavoro: un sapiente intreccio di simboli, filati, storia e tradizione a rappresentare l'identità cluniacense attraverso un prezioso lavoro di artigianato

Sarà festa per presentare questo bel lavoro e sarà ringraziamento a tutte le donne che si sono impegnate in questa opera comune: siamo tutti invitati secondo questo programma

 

 

9 aprile: Archeologi per un giorno! incontro di studio in Basilica con la presenza di docenti del Politecnico di Milano

il dott. Roascio e la dott.ssa Decri illustrano le ultime scoperte

 

Archeologi per un giorno: la misurazione strumentale dell'umidità

 

17 aprile: Teatro in Basilica! il Qohélet messo in scena dalla Compagnia Carlo Rivolta

 

Il biblista Roberto Vignolo, che ha curato la trasposizione teatrale del testo andato in scena, si complimenta con l'attore Luciano Bertoli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'attore Luciano Bertoli in scena davanti al folto pubblico accorso... ed è Teatro!

 

Non siamo che una "povera" associazione di volontari che amano questo sito: grazie a chi ha saputo finora condividere questa passione, grazie a chi ha potuto portarci il suo lavoro gratuitamente, grazie soprattutto al pubblico che ha contribuito a rendere giustamente il dovuto a chi ha portato l'arte della quale vive: abbiamo dato fondo a tutte le nostre risorse, siamo di nuovo "poveri", ma un po' più ricchi di umanità... e così speriamo anche per voi!

 

 

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Intestazione: Associazione Culturale in agro calventiano

Causale: Contributo alle attività dell'associazione