quem mox in agro Calventiano, ubi in custodia habebatur, misere fecit occidi - lo fece infelicemente uccidere nel territorio di Calvenzano, dove era in prigionia

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Il "massimo" possibile col "minimo" investimento! Non sarebbe il nostro motto, se non fossimo costretti anno dopo anno a rischiare l'impresa di valorizzare la Basilica attraverso la musica, con quel poco che un'associazione culturale come la nostra, senza finanziamenti, senza sponsor riesce a creare anche e soprattuto, grazie alla generosità dei musicisti che hanno creduto in noi.

Il fatto: il pubblico è aumentato! I più potrebbero pensare che nostre iniziative siano "difficili" visto il tipo di musica offerta, eppure... inAgroCalventiano, fedele all'idea di liberar lo spirito dagli impegni e immergersi nella cultura e nella tradizione musicale sacra grazie a tre prestigiose interpretazioni, ha permesso al pubblico, ancora una volta, di immergersi nella tradizione per meditare  la  contemporaneità... tornare alle radici per proseguire

Anche questo programma ha dato i suoi frutti e noi caparbiamente continuiamo. Grazie al pubblico e grazie ai musicisti, finché chi "potrebbe" non ci accorderà la fiducia che pensiamo di meritare... avremmo contatti per progetti notevoli, solo ci manca un finanziamento!

Ma se si sponsorizza una squadra di calcio, perché non legare il proprio brand a un'impresa culturale come questa?

A settembre!

  

foto D. Cremonesi

Il progetto “Sistema Orchestra”, nasce da un accordo di rete tra l'Amministrazione Comunale di Cernusco sul Naviglio, le Scuola cittadine ed altri enti. Il progetto si ricollega all’esperienza, avviata nel 2011, con la realizzazione del “Sistema e Orchestra e Cori Giovanili e Infantili in Italia” su ispirazione di “El Sistema”, iniziato nel 1975 in Venezuela dal maestro Josè Antonio Abreu, che coinvolge giovani di ogni provenienza sociale, anche con disabilità.

Il fondatore, José Antonio Abreu, è morto lo scorso marzo. Si tratta di una personalità importante per il Venezuela, tanto che mons. Giordano (nunzio apostolico) ai funerali di Abreu, ebbe modo di dichiarare che “attraverso la sua musica, un raggio di speranza. Oggi siamo qui per ringraziare il Padre dei cieli per il dono che ha dato al Venezuela e al mondo attraverso il nostro amato maestro José Antonio Abreu. È la gratitudine della sua famiglia, è soprattutto il grazie di migliaia e migliaia di bambini e giovani che, grazie al maestro, hanno compiuto un percorso di arte, di bellezza, di libertà. È il grazie delle tante persone che in Venezuela e nel mondo, attraverso la sua musica, hanno ricevuto un raggio di speranza per vivere”.

Citando l’omelia di Papa Francesco per la messa delle Palme, mons. Giordano ha indicato una “sintonia tra le parole del Papa e l’opera del nostro maestro Abreu”, rintracciata nel fatto che il maestro “ha dedicato la sua vita affinché i giovani non rimangano in silenzio, affinché i giovani con l’arte possano scoprire la via della risurrezione, della vita, della gioia, in modo che possano scrivere nuove pagine nella storia” e ha “testimoniato con la sua vita la parola di Dio che ci apre alla speranza in mezzo a tutti i messaggi di morte”. “Grazie maestro Abreo, ti vogliamo molto bene”, ha concluso il nunzio. Un applauso di 12 minuti ha accompagnato la bara che usciva dalla sala avvolta nella bandiera del Venezuela e accompagnata dalle note dell’inno nazionale. José Antonio Abreu era morto a Caracas il 24 marzo, all’età di 78 anni.

 

 

Come ogni anno si spalanca la primavera, anche le attività di inAgroCalventiano stanno per schiudersi anche per quuesto nuovo anno sociale.

Apre la "stagione" il Concerto d'organo sabato 14 aprile e a cadenza seguono le altre occasioni: potete mancarne una?

inAgroSacrae2018

Il Portale della Basilica è, a detta degli esperti, particolarmente prezioso.

E proprio dal Portale partirà la riflessione che Emanuela Fogliadini e François Boespflug, studiosi di fama internazionale, svilupperanno la sera del 19 gennaio 2018 a partire dalla loro ultima fatica per i tipi della JacaBook: “La fuga in Egitto nell'arte d'Oriente e Occidente”.

Il Portale della basilica reca infatti una formella che rappresenta questo importante momento dei primi giorni di vita di Gesù di Nazareth.

Si chiedono gli autori, e ci spiegheranno la sera del 19 gennaio, se la Santa Famiglia, costituita da Gesù, Maria e Giuseppe, dovette affrontare, come molte persone dell'epoca contemporanea o dei secoli scorsi, l'immigrazione verso un paese straniero. Il percorso artistico attraversa altresì l'Oriente e l'Occidente pertasnto sarà possibile articolare le diverse interpretazioni che la Fuga in Egitto, evocata dall'evangelista Matteo ha ricevuto, dalle origini dell'arte cristiana fino ai nostri giorni.

 

Come fu presentato quell'esodo forzato, quali furono le tappe, quanto tempo durò il viaggio e il soggiorno in Egitto? Il silenzio dei testi canonici ha lasciato carta bianca all'immaginazione. Alcuni pittori composero su questo tema delle opere artistiche nelle quali la dose di meraviglia fu considerevole, al punto che alcuni dipinti, i più numerosi, hanno reso la Fuga in Egitto un viaggio dai tratti quasi turistici, scortato dagli angeli e arricchito di miracoli, segnato dall'accoglienza calorosa delle popolazioni locali. Altri dipinti, invece, in particolare dalla fine del Medioevo, suggeriscono, talvolta in modo commovente, la solitudine dei genitori di Gesù, il loro senso di spaesamento nel Paese dei faraoni.

E fra tutte queste meravigliose rappresentazioni artistiche Emanuela Fogliadini e François Boespflug hanno inserito anche il nostro Portale! Sarà affascinante, come già lo fu in occasione della loro lectio sull'affresco in basilica lo scorso anno, entrare ancora grazie all'arte nel Mistero.

 

 

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