quem mox in agro Calventiano, ubi in custodia habebatur, misere fecit occidi - lo fece infelicemente uccidere nel territorio di Calvenzano, dove era in prigionia

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Il Portale della Basilica è, a detta degli esperti, particolarmente prezioso.

E proprio dal Portale partirà la riflessione che Emanuela Fogliadini e François Boespflug, studiosi di fama internazionale, svilupperanno la sera del 19 gennaio 2018 a partire dalla loro ultima fatica per i tipi della JacaBook: “La fuga in Egitto nell'arte d'Oriente e Occidente”.

Il Portale della basilica reca infatti una formella che rappresenta questo importante momento dei primi giorni di vita di Gesù di Nazareth.

Si chiedono gli autori, e ci spiegheranno la sera del 19 gennaio, se la Santa Famiglia, costituita da Gesù, Maria e Giuseppe, dovette affrontare, come molte persone dell'epoca contemporanea o dei secoli scorsi, l'immigrazione verso un paese straniero. Il percorso artistico attraversa altresì l'Oriente e l'Occidente pertasnto sarà possibile articolare le diverse interpretazioni che la Fuga in Egitto, evocata dall'evangelista Matteo ha ricevuto, dalle origini dell'arte cristiana fino ai nostri giorni.

 

Come fu presentato quell'esodo forzato, quali furono le tappe, quanto tempo durò il viaggio e il soggiorno in Egitto? Il silenzio dei testi canonici ha lasciato carta bianca all'immaginazione. Alcuni pittori composero su questo tema delle opere artistiche nelle quali la dose di meraviglia fu considerevole, al punto che alcuni dipinti, i più numerosi, hanno reso la Fuga in Egitto un viaggio dai tratti quasi turistici, scortato dagli angeli e arricchito di miracoli, segnato dall'accoglienza calorosa delle popolazioni locali. Altri dipinti, invece, in particolare dalla fine del Medioevo, suggeriscono, talvolta in modo commovente, la solitudine dei genitori di Gesù, il loro senso di spaesamento nel Paese dei faraoni.

E fra tutte queste meravigliose rappresentazioni artistiche Emanuela Fogliadini e François Boespflug hanno inserito anche il nostro Portale! Sarà affascinante, come già lo fu in occasione della loro lectio sull'affresco in basilica lo scorso anno, entrare ancora grazie all'arte nel Mistero.

Sabato 7 ottobre, in occasione della Festa Patronale, inAgroCalventiano ha realizzato la sua prima visita guidata in costume medievale. Rievocare, portare alla presenza qualcosa di più dell'evidente architettura, come volendo un poco far rivivere quel tempo... operazione difficilissima e per certi versi impossibile: il passato è là e noi possiamo soltanto reinterpretarlo usando per giunta le categorie del nostro tempo.

 

   
   
   

Abbiamo voluto assumere la sfida per avvicinare le nostre domande, le nostre curiosità a un mondo che per certi versi continua nel suo fascino ad essere incomprensibile. Il Medioevo, in particolare il secolo intorno al Mille è per noi oggi denso di richiami apocalittici, di guerre e massacri, di eresie nascenti, le Crociate e così via... eppure ogni giorno il lavoro degli storici sta smantellando tanti filtri che ci impediscono di leggere il medioevo nella sua complessità.

Anche per questo i nostri animatori culturali si sono prodigati per restituire una Santa Maria in Calvenzano cluniacense prossima alle ultime acquisizioni storiche, intrecciando sapientemente le notizie e le curiosità che ci riguardano con gli eventi storici che hanno fatto da sfondo ai mattoni, affreschi, simboli e significati che oggi ammiriamo

Un tentativo riuscito, un'ulteriore passo in avanti per l'associazione.

Siamo partiti con quattro figuranti, tra cui due animatori; contiamo di aumentare il numero visita dopo visita, perché... visto il successo contiamo di poterne fare altre: vi sorprenderemo. Legatevi al nostro sito e cercate nel calendario delle visite guidate la prossima visita in costume medievale!

Che l'Organo fosse un grande strumento della musica sacra lo si sapeva, ma che con l'organo si potesse fondere la tradizione con l'innovazione un po' bisognava provarlo!

L'organo è... i suoi Grandi Autori, dal Barocco in avanti, le fughe di Bach, ma anche Haydn e Mozart. Eppure ad un certo punto l'organo va in declino... Troppo "antico", forse semplicemente "troppo" invadente, in una liturgia che si voleva partecipata. Nonostante cent'anni fa il "movimento organistico" dalla Danimarca, Germania e Svizzera, con uno Schweitzer come apripista aveva cercato di riaprire all'organo, coi tempi che inesorabilmente cambiano, dopo la rivoluzione liturgica introdotta dal Vaticano II, ancora l'organo smette di essere "al centro" e con lui le composizioni. Ma ieri sera in basilica l'organo ha risuonato per il grande pubblico che la riempiva qualcosa di nuovo...

Ci sono brani di musica sacra talmente brutti che "giustamente" sono stati sacrificati dalla musica commerciale (Born to be Abramo, ovvero Esci dalla tua terra, rifatto da Elio e le Storie Tese su tutti!). Ma cosa succede quando fruste melodie, per la verità anche bruttine, sono ri-trattate da un M° come Fausto Caporali? Accade il miracolo per il quale le nostre orecchie sono in grado di riconoscere quelle stesse melodie, ma... trasfigurate, con un balzo verso la contemporaneità sommerso e salvato tuttavia dalla tavolozza infinita di sfumature che solo l'estro di un maestro come lui è in grado di ricreare!

E così è stato. Il programma che Caporali ci ha presentato alternava brani della tradizione organistica, partendo da Bach e Mozart fino ai meno conosciuti Vierne, Matthey e Messiaen. Ma a questi autori il maestro, cinque minuti prima dell'esecuzione, ci ha chiesto brani della musica sacra cantata molto noti al pubblico.

Le nostre orecchie sono state così accompagnate "fuori" dall'ordinario! Pur scorgendo le melodie note di un "lodate Dio", di un "Noi canteremo gloria a Te" o di un "è l'ora che pia"... ecco che la tavolozza di Caporali ha saputo ricrearle nella contemporaneità musicale. Ci ha resi partecipi della sua creatività, frutto certo di dedizione, studio, esercizio, ascolto... perché improvvisare contrariamente a quel che si può pensare, è esercizio difficile. Sarebbe facile sbregare, seguire assonanze che solleticano il facile orecchio del pubblico. E invece Caporali ci ha portato a scoprire la grandezza dell'organo Pedrazzi, con la ricchezza dei suoi registri, ma ci ha portati soprattutto in luoghi armonici inattesi. E dove c'è l'ìnatteso lo spirito... è di casa!

Grazie Maestro!

   

 

E questa è stata anche l'ultima scommessa vinta di questo anno sociale. inAgroCalventiano è in fondo solo un'associazione di volontari che risponde al bisogno di valorizzare la basilica di Santa Maria in Calvenzano. Stiamo cercando di migliorare la nostra organizzazione e i frutti sono ormai visibili e sempre più apprezzati dal pubblico fedele che ormai riempie ogni volta la basilica. Grazie anche a voi che ci seguite e ci confermate!

Torna la possibilità di visitare la Basilica accompagnati dai nostri animatori culturali!

 La visita inizia alle 15:30, quando i nostri animatori accoglieranno i presenti
È sempre possibile la prenotazione di visite private o per gruppi scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Qui il calendario delle prossime visite

 

 

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